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Se sei uno studente delle scuole superiori o dell'università puoi partecipare al 29° Concorso Europeo. Il primo settembre sarà online la nuova edizione!

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Concorso Europeo: ecco il tema!

Svelato il tema della prossima edizione del Concorso Europeo: "Maternità 2.0: procreazione o produzione?".

Da trent’anni il Movimento per la vita propone il Concorso Europeo nelle scuole medie superiori e nelle Università di tutta Italia: una iniziativa accompagnata da importanti patrocini e dal lavoro di numerosi volontari. La partecipazione di circa un milione di studenti - di cui oltre 7000 giovani hanno partecipato ai seminari conclusivi a Strasburgo presso le istituzioni europee-, e la testimonianza di molti giovani concorrenti, oggi adulti, prova l’efficacia di questa iniziativa.

L’edizione di quest’anno è dedicata al tema della maternità. Chiediamo ai giovani di riflettere sul ruolo della madre nella società alla luce sia delle scelte politiche e legislative, sia dei continui progressi scientifici. Quali misure di sostegno per le madri? È indispensabile la presenza della madre nella relazione con il figlio? È corretto scindere in modo artificioso concepimento, nascita e crescita di un bambino? È lecito vendere un figlio o commissionarne la nascita? Il desiderio di un figlio è un diritto?


Naturalmente ogni argomento può essere trattato autonomamente oppure alcune tematiche possono essere sviluppate insieme. Certamente la guida dell’insegnante è un prezioso contributo! In allegato a questo post, il modulo per l'inserimento nel POF da parte dei docenti. A breve sarà disponibile un dossier di approfondimento sul sito www.mpv.org e www.prolife.it . Esso raccoglie analisi e riflessioni, che è auspicabile siano tradotti dai docenti in stimoli capaci di suscitare l’interesse personale dei giovani. Sul sito: www.mpv.org e www.prolife.it saranno disponibili aggiornamenti sul tema curati dall’Equipe Giovani del MpV che cura questa edizione del concorso.

Scarica la richiesta di inserimento del Concorso nel POF: Concorso Inserimento POF.

(Foto Sean McGrath - Mother to Be)



Cheese. Il Quarenghi: tra impressione dei colori e impressione nell’anima.


 “Oh, ragazzi, chi è che scrive un articolo sul Quarenghi, finita la settimana?” La mia mano si alza quasi involontariamente. “Ok, allora fai tu un articolo di chiusura, Dani… va bene?” “Okok Giò, stai tranquilla”.

“Ok? Ok di cosa! Ma perché ti vai sempre a impelagare in queste faccende” chiede la mia parte coscienziosa, a quella incosciente.
Quella incosciente nemmeno risponde… pensa, ripensa e, meno incosciente di quel che sembra, capisce che è proprio impossibile: il Quarenghi a parole non si può raccontare.
È … trepidazione e gioia immensa. Occhiaie e sorrisi. Lacrime e abbracci. Mare e pensieri.
È Vita: elegante nella sua essenzialità, semplice perché autentica, meravigliosa perché fatta di storie, tante, impastate con amore.
Si vive e non si descrive. Si porta nel cuore come un puro e nostalgico presente.


Sapete, ho cominciato a sognare con questa squadra (dai grandi assenti, in foto) ormai qualche anno fa. Mi sono innamorata dell’affetto che supera i chilometri, della passione che guida ogni progetto e dei talenti, tanti e diversi, che messi insieme ogni volta fanno fiorire veri e propri miracoli. Ecco… li vedete quei sorrisi? Sono una scelta. La scelta di essere felici e di portare felicità, esattamente lì dove la Vita fa più male.
Io questo lo chiamo Amore… e ve lo assicuro: crea una gran dipendenza!





La testa però, devo dire la verità, l’ho persa completamente quando mi sono davvero resa conto di cosa volesse dire , seriamente, essere in movimento per la Vita. Incontrare, dialogare, ascoltare, parlare, scoprire, capire centinaia e centinaia di ragazzi ogni anno, nei contesti più vari. Con loro, crescere… maturare nella consapevolezza di una vocazione che ti sussurra chi sei.
Ho capito, nel tempo, che difendere la Vita è anche Ringraziare: per il dono che siete, per la Bellezza che portate dentro senza rendervene conto, e capire che di fronte a tutto questo non si può essere esenti dal gridare al mondo che la Vita è un’opportunità, da curare con consapevolezza e coraggio.
Ogni mamma lo deve sapere: il suo bambino, che magari ora non vuole e la spaventa, potrà farla felice e, prima ancora, essere felice… semplicemente perché avrà scelto di fargli vedere la luce del sole, e il sole, si sa, scioglie anche i ghiacci più persistenti.



Il Quarenghi, allora, diventa l’occasione e la cornice idillica dove tutto questo si condensa, moltiplica, contamina, arricchisce e rinnova. Ogni anno.
Si condensano le motivazioni per cui più quattro anni fa decisi di dedicare parte del mio tempo per far sì che ogni giovane potesse conoscere tutto ciò, che non è solo volontariato, ma è una filosofia di Vita: quasi un modo di stare al mondo.
Si moltiplicano, rinnovano e arricchiscono le amicizie e tutto ciò che esse portano con sé. Chiacchiere infinite che sfidano anche le notti più lunghe, risate libere e liberatorie (di quelle che può prenderti o mal di pancia o un crampo alla mascella -non è uno scherzo, l’ho personalmente sperimentato-) e l’intimità di storie che col passare dei giorni si raccontano, anche nelle piaghe più nascoste. L’uno si ritrova nell’altro…. e alla fine, a ripercorrerle insieme, quelle trame irripetibili e a volte fin troppo complesse, non sembrano nemmeno far così paura.
Il Quarenghi comincia laddove finisce ogni aspettativa, misera e o grandiosa che sia: è quello che ti accade tra la faccia disorientata dell’arrivo e i lacrimoni della partenza… esattamente la meraviglia di quel che mai t’aspettavi (… m’aspettavo).



E se non si può raccontare, questa settimana più unica che rara... allora, forse, questa è la foto esatta perché possiate capire, da voi, di cos’è fatto questo acceleratore di attimi ed emozioni.
Mi piace pensarlo esattamente così il Quarenghi: come un abbraccio, che silenzioso esce fuori dal tempo. Si basta a se stesso, perché lì, c’è tutto quello di cui ha bisogno: l’energia di due corpi che si stringono, l’incontro di due anime che si accolgono esattamente come sono e la consapevolezza che quello è un posto perfetto da abitare, anzi da Vivere.
Nessun timore, nessuna remora: solo l’autentico scambio di qualcosa che si comprende in piena empatia.

Ecco perché ogni anno mi sento di tornare verso casa, al momento della partenza per questo viaggio: tra quelle persone, tra le loro anime belle e i loro spiriti audaci e combattivi il mio cuore riposa… dà e riceve speranza. Il mio cervello si riossigena di aria e pensieri buoni e io… io faccio la scorta di meraviglia e incanto, perché non mi scordi di vederli pure dove, talvolta, non ne scorgo nemmeno un po’.



Clic. Istantanea di un frammento di Bellezza in un viaggio a “protezione 0 spalmata sopra al cuore”.
Siete la miglior conclusione che si possa desiderare per un articolo.
Basta così… voi siete più che abbastanza! <3

Daniela Sensini


Maratea 2015: Nati per vivere. Storie d’amore immenso.

Il Seminario Vittoria Quarenghi quest’anno ha avuto luogo tra il 26 luglio e il 2 agosto ad Acquafredda di Maratea, nell’Hotel “Villa del Mare” che, per la seconda volta, ha accettato di accogliere e sostenere l’evento. 

Vi abbiamo partecipato in circa duecento ragazzi provenienti dalle diverse regioni d’Italia, appartenenti ai vari Centri di Aiuto alla Vita regionali (CAV), movimenti giovani locali, membri di SOS VITA e vincitori del Concorso Europeo. Durante la settimana abbiamo potuto riflettere sul tema proposto, NATI PER VIVERE. STORIE D’AMORE IMMENSO, grazie all’aiuto di validi conferenzieri, quali Saverio Sgroi, educatore e giornalista, che ha aperto l’evento e Arturo Bongiovanni, avvocato. Importante, in particolare, è stata la presenza di due conferenzieri stranieri, Peggy Harsthon Presidente di Heartbeat International, che ci ha descritto il suo operato e l’impegno planetario di questa associazione americana, e Jean-Marie Le Méné, Presidente dell’associazione francese Jerome Lejeune, che hanno dato un respiro più ampio al seminario.

Efficace è stata la scelta di alternare le conferenze di stampo didattico a testimonianze, quali le storie provenienti dalle realtà dei CAV, riportate da Bruna Rigoni, Vicepresidente del Movimento per la Vita Italiano, e da Matteo e Cristina, entrambi volontari nei centri oltre che membri dell’Equipe Giovani; la storia di un ragazzo del Mali che a causa della guerra è dovuto fuggire dal suo paese e che ha raccontato il suo lungo e tremendo viaggio; e le storie dei ragazzi dell’Equipe del cuore che come ogni anno riescono a far commuovere e riflettere, storie della loro esperienza nel Movimento, storie della loro vita. Significativa inoltre la presenza del Presidente Onorario del MPV Italiano Carlo Casini e all’attuale Presidente Gian Luigi Gigli, che ha concluso il meeting lasciando a noi ragazzi la possibilità di fargli delle domande sui vari ambiti del Movimento e rivolgendo a tutti l’invito di impegnarsi attivamente nell’ambito che più ci si addice.

È stata una settimana molto intensa e ricca di spunti per crescere e per approfondire anche a livello tecnico conoscenze scientifiche e giuridiche, questo possibile soprattutto grazie agli interventi nella Summer School di Bioetica, dedicata ai ragazzi più grandi, dove hanno contribuito, in ambito medico, Giuseppe Grande, endocrinologo e Vicepresidente MPV Italiano, in ambito giuridico Carlo Casini e ancora altri relatori come Giuseppe Anzani, magistrato ed editorialista di Avvenire, e la stessa Peggy Harsthon.
Forse i momenti più importanti sono stati gli spazi per i lavori di gruppo dove abbiamo potuto confrontarci e condividere idee alcune volte anche opposte, dove abbiamo stretto amicizie nuove e consolidate quelle già createsi in precedenza, dove abbiamo pianto raccontando le nostre esperienze di vita, le difficoltà e i momenti belli, dove abbiamo trovato sempre qualcuno pronto ad ascoltarci.
Alla fine della settimana tutti avremmo voluto rimanere lì…Ci sono stati pianti e abbracci, tutti eravamo in qualche modo cambiati, cresciuti nelle idee e nelle relazioni.

Ogni volta vorremmo che il Quarenghi durasse per sempre… ma chi come me vi partecipa ormai da alcuni anni sa che in realtà è così, il Quarenghi non finisce certo quella settimana ma dura tutto l’anno, dura nelle amicizie forti che resistono negli anni e nonostante le grandi distanze, nei ricordi di una settimana ricca di emozioni forti e di incontri costruttivi… e soprattutto rimane lì dove ognuno di noi si impegna a difendere la vita in tutte le sue forme, ognuno secondo le sue capacità e nel suo ambito.

Anna














La Vita: questione di speranza, questione di amore.

Cos'è la vita? Forse qualcosa di troppo grande per immaginarlo, troppo astratto per dargli una definizione, troppo bella per descriverla a parole, troppo potente per poterla vincerle, troppo preziosa per non difenderla.

Eppure è tutto ciò che abbiamo, non possiamo toccarla, ma possiamo sentirla, possiamo percepire un flusso di energia e di forza che ci scorre dentro e ci rende invincibili, possiamo decidere se sfidarla, se proteggerla, se coltivarla o se lasciarla appassire. Possiamo decidere come sfruttare questo dono immenso che ci viene fatto fino a diventarne padroni. Ma spesso accade che l'egocentrismo, la superficialità, la spavalderia, l'incoscienza e la limitatezza che regnano tra gli uomini facciano perdere il senso del suo valore.

Ed eccoci qua, noi uomini così "padroni del mondo", così attaccati alle cose materiali, al superfluo, a tutto ciò che è inutile, ma ci fa sentire utili. In un certo senso, più abbiamo più siamo importanti.. Ma se spostiamo i nostri occhi oltre lo schermo di uno Smartphone, possiamo capire che nel mondo c'è qualcosa che non va, che deve essere salvato in qualche modo. E se è vero che l'amore salverà il mondo, c'è il rischio di cadere nel baratro. Amore e vita sono due termini che si incastrano perfettamente l'uno con l'altro, la vita è figlia dell'amore, e dove c'è amore c'è vita. Non sono forse le due parole più banali e scontate oggi? Facebook, Twitter, social networks, likes, follower. Sono queste le parole di tendenza!

Prima di partecipare al Quarenghi mi ero quasi dimenticata di quando avessi bisogno di abbracciare mia madre, di scherzare con mio padre, di essere il cosiddetto "bastone della vecchiaia" di mia nonna.. Mi ero dimenticata di quanto dai gesti più semplici possa nascere qualcosa di grande e immenso.. Sono serviti anni e anni di studio scientifico, di progresso tecnologico e di rivoluzioni industriali per avere tutti i comfort di oggi per cui saremmo disposti a spendere qualsiasi cifra per rimanere al passo con i tempi. Invece l'amore è gratuito, esiste da sempre, noi stessi siamo fatti d'amore, siamo figli dell'amore, la nostra vita è il regalo più bello che mai si possa ricevere, nemmeno quando da piccoli scartiamo sotto l'albero la barbie di Natale o la nuova pista per le micro-machines si riesce a provare una felicità simile a quella che mi ha invaso dopo aver trascorso una settimana a Maratea.

Una settimana di confronto, condivisione, apertura mentale, crescita personale, maturazione interiore e, a volte, anche commozione. Parlare di temi caldi, che a volte bruciano, perché sono dure realtà che conosciamo, ma ignoriamo. Ignoriamo che c'è un bimbo non tanto lontano da noi che sta morendo di fame e povertà, non ascoltiamo il grido di una madre sola e smarrita che non sa come garantire ai suoi figli un'esistenza dignitosa, e, ancora di più, voltiamo le spalle a quella ragazza che porta in grembo un qualcosa di incredibilmente meraviglioso quanto spaventoso per chi non sa, per chi non vuole, per chi teme, per chi non crede, per chi si arrende.
Se dovessi dire in una sola frase ciò che mi ha insegnato il Quarenghi direi "non ci arrendiamo, ma lottiamo insieme per difendere ciò che è giusto, ciò che di da la forza per ripartire; proteggiamo la vita, diffondiamo l'amore!" Grazie per avermi permesso di riassaporare il sale della vita che sta diventando sempre più insipida, grazie per avermi dato la certezza che, come me, nel mondo c'è chi ancora non ha perso la speranza ed è pronto a lottare!

Rachele

Stupore, meraviglia, futuro non sono parole per giovani?

Ci sono meraviglie che chiedono di essere cercate per poi essere coltivate e curate. Il nostro incontro è una di queste meraviglie. La settimana del Quarenghi ci porta ad essere cercatori di felicità, di pace, di amore, di vita. 

Credere nei giovani è una cosa importante, il futuro e la speranza siamo noi. Siamo noi che possiamo, adesso, piantare quei semi speciali. Quest'anno ho vissuto il Quarenghi con più consapevolezza, pronta a spiegare il perché ero lì, pronta a spiegare cosa mi spingeva ad amare così tanto la vita.

Difendere la Vita prima e dopo la nascita non è cosa facile, bisogna trovare la motivazione negli sguardi, nei sorrisi, nei gesti semplici ma soprattutto bisogna sapersi meravigliare e avere il mondo dentro. Cosa significa avere il mondo dentro? Significa che il nostro cuore è pronto a donare al mondo la nostra goccia di bene. Ognuno di noi può essere un piccolo albero baobab, l'albero baobab è l'albero della Vita ed è un simbolo Africano. Esso unisce il cielo alla terra e dona frutti e aiuta a curare alcune malattie. Insieme possiamo formare una foresta di piccoli baobab, ognuno potrebbe donare un po' di se, rendendo il mondo un posto migliore.

Spero che tanti altri giovani partecipino al prossimo Quarenghi, grazie a questa settimana ognuno di noi ha la possibilità di scoprirsi, di riflettere e di fare domande. Per me è stato bellissimo spiegare a molti cosa si fa nei Centri d'Aiuto alla Vita: è come quando preparate un dolce, magari il vostro dolce preferito, e decidete che è bello condividerlo perché probabilmente la persona che lo mangerà proverà la stessa vostra sensazione di gioia. Io mi sono sentita proprio così.

Buona Vita che il sole possa essere sempre dentro il vostro cuore.

Xenia

Quarenghi: gioia dell’amicizia per la vita.

Chiudo gli occhi e vedo gioia. Riporto la mia mente ai giorni del Quarenghi e vedo la gioia di una settimana che non scorderò facilmente, una settimana che mi ha cambiato, arricchito, salvato. 

Sì, mi ha salvato, perché il Quarenghi era ciò di cui avevo bisogno, nel momento in cui ne avevo più bisogno. Quest’ultimo anno è stato un anno molto particolare, molto difficile, intriso di sofferenza, decisioni difficili, stravolgimenti, tragedie inaspettate che la vita ti mette davanti e che devi, volente o nolente, saper affrontare. È stato l’anno in cui ho perso, all’improvviso, mio papà. E quando mi si è presentata l’occasione di partecipare al Quarenghi estivo, all’inizio le mie intenzioni non erano affatto quelle di prendervi parte. Uscivo da un periodo difficile, stanco nel fisico e nell’animo, indaffarato tra i mille impegni universitari, cercando a piccoli passi di ricostruire la mia distrutta quotidianità.

Sapevo bene quanto bella fosse l’esperienza del Quarenghi, avendovi preso parte lo scorso anno, eppure non mi sentivo pronto a riviverla, non mi sentivo carico, non mi sentivo adeguato. Il perché non lo so. So solo che questo sentimento di inadeguatezza negli ultimi mesi permeava ogni aspetto della mia vita: era come se mi sentissi privato della mia identità, privato di ogni certezza, pronto a sorridere agli altri ma terribilmente spento dentro.

Insomma, avevo preso la mia decisione di non partecipare al Quarenghi per questa volta, ed ero anche abbastanza convinto di questa scelta. E adesso sono fiero di dire che mai altra scelta sarebbe stata più sbagliata di questa. Per fortuna, a pochi giorni dal termine per le iscrizioni, ho cambiato idea. E questo grazie ad alcune persone speciali che, con la loro semplicità e spontaneità, hanno saputo darmi preziosi consigli, parole di vita, frasi semplici scritte velocemente in una chat eppure cariche di una forza capace di smuovere le montagne. Parole che mi hanno aperto gli occhi e mi hanno fatto vedere la gioia. Quella gioia che rivedo anche adesso chiudendo gli occhi e ripensando ai meravigliosi momenti trascorsi a Maratea, un’oasi di pace sospesa tra l’azzurro del cielo e il blu cobalto del mare, quel mare che tante volte mi sono fermato ad ammirare, estasiato dalla sua placida e silenziosa potenza, quel mare in cui mi sono tuffato dimenticando, anche se solo per una settimana, ogni problema del quotidiano.

E se la cornice del Quarenghi è stata meravigliosa, ancor più meravigliosi sono stati i protagonisti di questa favola. Più di 200 ragazzi da ogni parte di Italia, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze, sogni, avventure, ognuno pronto a regalarti con un sorriso, una parola, un gesto, ma anche con un silenzio, un pezzo della sua vita. Ciascuna delle persone che ho conosciuto mi ha lasciato un tesoro inestimabile, molto più prezioso di qualsiasi gemma preziosa, un tesoro che porterò sempre nel cuore. Un tesoro di emozioni ma anche di riflessioni importanti, grazie alle relazioni che ci hanno accompagnato nel corso di tutta la settimana e che hanno lasciato, spero in tutti noi, un seme di speranza che, se coltivato nel modo giusto, darà meravigliosi germogli di vita.

E, qualora una location da sogno, persone speciali e relatori internazionali non vi bastino per decidere di venire al Quarenghi, vi consiglio vivamente di parteciparvi perché, al di là di ogni altro significato più profondo che ognuno di noi vi ritrova, questa settimana è innanzitutto una settimana di puro divertimento. Lo dimostrano le risate, l’allegria, la felicità che scandivano ogni giorno (e ogni notte) risuonando in tutto l’albergo. Lo dimostrano le interminabili partite a “lupus”, i giochi a squadre, i karaoke improvvisati, le dormite imbarazzanti (…) dopo notti insonni trascorse in un baleno. Lo dimostrano le lacrime che rigavano il volto di tanti di noi al momento della partenza. Ma quelle erano lacrime di gioia, la gioia di aver conosciuto tanti preziosi diamanti, lacrime che non avevano il significato di un addio ma solo di un arrivederci.

Perché l’esperienza del Movimento per la Vita non si limita alla settimana del Quarenghi, ma continua nella vita di tutti i giorni, con il nostro piccolo impegno personale nella difesa della vita. Tutti possiamo fare qualcosa, dai gesti più piccoli alle imprese più grandi, ma il contributo di ciascuno di noi è determinante. L’augurio che faccio ai futuri quarenghini è di vivere questa esperienza nel modo in cui l’ho fatto io, ovvero senza nessuna pretesa: non partite con la convinzione che questa settimana cambierà la vostra vita. Credetemi, lo farà senza che ve ne accorgiate, e i frutti che raccoglierete avranno un sapore ancora più dolce. Mettetevi in gioco, non abbiate riserve, siate voi stessi. E anche se vi trovate a vivere un periodo non proprio facile, cercate di staccare la spina da tutti i problemi durante quella settimana: ne uscirete rigenerati e più pronti ad affrontare la quotidianità.
Quarenghi 2015, la scelta che rifarei.

Ivan

Davide: il mio Quarenghi e la meraviglia della Vita.

Ogni anno per una settimana d'estate, tra il mare ed il cielo, dall'alba al tramonto si accende una stella bellissima : Il Quarenghi. Può sembrare un evento come tanti altri,  ma non è cosi perché nasconde un qualcosa di unico e profondo  da  accorgertene  solamente quando lo vivi. 

Maratea, una località con un bel clima,  un'acqua cristallina, una bella location ed una natura incontaminata che fa' da cornice ad una esperienza che ti porta senza accorgertene, in un'altra dimensione, contrastante dalla realtà spesso triste e grigia del mondo in cui viviamo. Mai avrei pensato che in questo mondo spento dagli egoismi, dalla mancanza di valori autentici, potesse esistere una luce di speranza capace di illuminare, dare colore e sapore ai cuori delle persone che lo vivono.

Se io stia esagerando? Non penso, perchè vi giuro che l'esagerazione a parole non basterebbe per descrivere tutte le emozioni che questo evento trasmette ogni anno, se potessi farei un balletto per comunicarvi la felicità che ho ricevuto. Sono 200 i ragazzi  venuti  da ogni angolo della penisola, per urlare il loro “Nati per vivere” .  Tra questi c'è  chi non poteva fare a meno di ritornare dall'anno precedente, chi è venuto per caso o per sentito dire e chi è venuto con una buona dose di scetticismo.  La cosa sicura è che ognuno di questi è ritornato a casa con qualcosa in piu' nella valigia, una ricchezza da  portare per un lungo periodo della vita. Alcuni sono entrati con un'idea ben precisa ed  usciti  con una nuova, chi era indeciso  è uscito determinato, chi era disinteressato  ha capito l'importanza di intervenire nelle tematiche che sono state trattate anche nella vita di tutti i giorni.

“Nati per vivere”, questo è lo slogan proposto e sono anche le   parole giuste da utilizzare per racchiudere il significato  profondo che ha trasmesso ad ogni persona questo Quarenghi. 2015.
Nati per vivere la vita e  le sue bellezze ,le emozioni e le ricchezze che da ogni uomo possiamo ricevere. E' da qui che nasce la dignità  di vivere di un uomo, perchè oltre che ad avere il  diritto a godere delle bellezze della vita, come abbiamo fatto noi in questa settimana, ogni uomo   rappresenta una ricchezza irriproducibile  per l'umanità, grazie al suo carattere unico. Il piu' grande insegnamento è stato questo.

Sono stati giorni di confronto sulle problematiche relative agli attacchi alla dignità della vita umana come l'aborto e l'eutanasia, tutti problemi che suscitano ad ognuno di noi  notevoli difficoltà nel comprenderne la giustizia o meno. Spesso non ci pronunciamo, rimaniamo indifferenti  perchè siamo influenzati da quella cultura dello scarto, dettata dall'egoismo, dell'indifferenza  che ci chiude  gli occhi verso gli altri. Ma  il miracolo del Quarenghi è che  ci ha fatto aprire gli occhi, esaudendo i dubbi spesso  in una maniera spontanea e naturale, non con lunghi sermoni, ma spontaneamente, con la condivisione di momenti autentici ed unici. Difatti ai  dubbi  qui la risposta è presente. Le soluzioni, per esempio, sono presenti nelle “storie di amore immenso” raccontante da uomini che hanno dedicato la propria vita e messo tutta la propria dedizione per la difesa della vita altrui, sentendosi responsabili della difesa della dignità di ogni individuo, offesa ed oltraggiata. Ma le risposte ai tuoi dubbi  le trovi solamente  lasciandoti andare nella condivisione di momenti autentici  per coglierne il significato profondo  che magari non riuscivi a capire a causa della solitudine collettiva cui è soggetto il nostro mondo, nonostante sia abitato da 7 miliardi di individui.

L'ingrediente che rende speciale l'esperienza del Quarenghi è principalmente uno solo, siamo noi, con il nostro essere se stessi, gettando via le maschera, in nome nell'unicità che ognuno di noi porta e che, come il Quarenghi ha insegnato, è ricchezza per gli altri senza se  e senza ma. Senti, alla fine del Quarenghi, la ricchezza della vita di ogni persona, grazie ai momenti condivisi, alle  emozioni trasmesse, alle loro storie e parole ed il tuo pensiero si sposterà, quasi meccanicamente a quei problemi che limitano la nascita di queste ricchezze per l'umanità, la nascita di una vita.
Se prima eri accecato dalla cultura dell'egoismo e dell'individualismo, sentirai amplificata nel tuo cuore la certezza che gettare un bambino, gettare una vita è un abominio, una perdita di una ricchezza che mai, dico mai, verrà riprodotta, la ricchezza dell'essere di ogni uomo indipendentemente dallo stato fisico o mentale in cui si trova. Capirai che l'uomo non può essere utilizzato come un mezzo perchè ha un fine.

“Storie di un amore immenso” è Peggy (di Heartbeat International) con il suo impegno nel salvare migliaia di vite all'anno nel mondo, penso ad Hamara ed alla sua avventura dall'Africa alla ricerca della vita, oltraggiata e soppressa nel suo paese, penso alla storia di Le Jeune, raccontataci dal Presidente della Fondazione a lui dedicata, Le Méné: uno scienziato che ha combattuto portandosi contro corrente  per la difesa della Vita dei più deboli, arrivando a sacrificare anche la sua carriera.

Ma le “storie di  amore immenso” siamo anche noi perché dalle riflessioni è emerso di quanto amore  siamo capaci di donare. Alla  bellissima proposta di Tony di modellare un oggetto con il pongo, da donare al prossimo sono emersi pensieri nobilissimi dettati solamente dalla nostra profondità, ognuno caratterizzato da un significato diverso e proprio. C'è chi ha fatto un ancora per donare la stabilità nel mare tempestoso  della vita, chi ha fatto un fiore per donare bellezza, chi ha fatto una mano nel significato di donare se stessi. Sono questi i momenti autentici, i momenti semplici ma profondi di cui parlavo prima che  arricchiscono e lasciano il segno.

Ragazzi provenienti  dal Nord come dal profondo Sud della Penisola, a rappresentare che l'Italia, nonostante tutto e tutti, è unita per la battaglia della vita, per combattere chi vuole rendere il mondo grigio, senza colori né sapore. Dopo le emozioni che sono nate da questa esperienza, la voglia di colorare e dare sapore al mondo con  emozioni vere è presente ed è forte. Le rivoluzioni le fanno i figli e il MPV, le organizzazioni PRO-LIFE e noi, nonostante rappresentiamo una minoranza, siamo una scintilla nelle tenebre che può trasformarsi in un fuoco grandissimo capace di divampare, alimentato con il vento “dell'amore immenso” che ognuno di noi possiede.. Il Quarenghi è un'emozione, una speranza che ci da' forza e che  insegna che possono distruggere un fiore, ma non  impedire alla primavera di fiorire.
Quarenghi ti ringrazio di avermi stupito...

Davide

Seminario Quarenghi: il posto del Cuore.

Inizia con questo post il racconto del Quarenghi 2015. Dopo la comunicazione istituzionale, che vi ha raccontato il Seminario in maniera il più possibile oggettiva, ecco a voi le parole dei ragazzi. Parole che cercano di delineare sentimenti e che lasciano emozioni in chi il Quarenghi l'ha vissuto e in chi, proprio attraverso le parole di questi giovani, le vivrà. Buon viaggio tra i giovani prolife!

Il Quarenghi... E pensare che all'inizio la mia intenzione era di non andarci. Il fatto di non conoscere nessuno; il fatto di non sapere minimamente cosa fosse e di cosa si parlasse in quel "seminario". 
Ecco. Stavo per fare l'errore più grande della mia vita. Il Quarenghi è vita, allegria, gioia. Un'insieme di emozioni che riempiono il cuore e ti fanno stare bene. Le tematiche sono state fantastiche ma soprattutto le persone. Anzi. Gli Amici. Persone davvero stupende. Con un Cuore, con la C maiuscola.

Non credo di aver mai conosciuto persone così diverse tra loro, magari con dialetti diversi (bellissimi), ma così unite dallo stesso desiderio di vivere e rispettare la vita fin dall'inizio.
Non credo che dimenticherò mai questa esperienza fantastica. Ho imparato, mi sono divertito. 
Il Quarenghi... solo storie d'amore immenso.

Nicola, Perugia.

Da piazza San Giovanni arriva la petizione per fermare il ddl Cirinnà.

Il Movimento per la vita, insieme a Age, Agesc, Voglio la Mamma, Manif, Giuristi per la vita e ProVita, lancia una petizione contro il disegno di legge Cirinnà. Dopo la positiva esperienza della petizione contro il gender che nei mesi scorsi ha raccolto 180.517 firme consegnate al presidente della Repubblica, questa volta bisogna fare ancora meglio. 

La richiesta a deputati e senatori di non votare a favore della proposte deve arrivare almeno a trecentomila adesioni. E questo entro settembre quando presumibilmente andrà in votazione quel testo. Ecco il testo della petizione:

Il tessuto sociale della famiglia italiana, già molto fragile e penalizzato economicamente e fiscalmente, rischia ora di subire ulteriori, profonde lacerazioni a causa del progetto di legge Cirinnà sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, attualmente all’esame del Senato.
Con questo progetto si prevede l’equiparazione di fatto dell’unione omosessuale alla famiglia naturale fondata sul matrimonio, riconosciuta come tale dalla Costituzione (art. 29). L’unione omosessuale, infatti, verrebbe sancita di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di testimoni e l’atto che ne fa fede contenuto in apposito registro. I due partner godrebbero degli stessi diritti delle coppie sposate, ad eccezione dell’adozione (ma con garanzia della step child adoption, la possibilità cioè di adottare eventuali figli avuti da uno dei due partner dell’unione).

L’Europa, che non ci impone di legittimare i matrimoni gay, non potrebbe però avallare questo simil-matrimonio di serie B, rendendo inevitabile la sua equiparazione al matrimonio per via giudiziaria, sulla base di un principio di non discriminazione, anche per quanto riguarda le adozioni.
Per lo stesso principio sarebbe poi inevitabile permettere alla coppia gay anche l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita che, a causa degli ovvi impedimenti di natura, non potrebbe essere che di tipo eterologo, con ricorso, nel caso dei partner di sesso maschile, anche alla pratica abominevole dell’utero in affitto.

Tutto questo mentre a distanza di 7 mesi dalla sua approvazione in legge di stabilità non si riesce ancora ad assicurare il bonus di 1000 euro previsto per le famiglie con almeno 4 figli che dispongono di un reddito inferiore agli 8.500 euro. Mentre cioè si apre a discutibili diritti, non si riesce a garantire non già giustizia fiscale per tutte le famiglie, ma neanche un assegno di povertà per le famiglie più indigenti. Il progetto di legge Cirinnà rischia pertanto di dare una definitiva spallata culturale e valoriale alla famiglia naturale, tutelata dalla Costituzione in quanto luogo dove nascono, crescono e sono educati i figli, il futuro del nostro popolo.
 
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