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CAV di Pesaro, 25 anni a servizio della Vita



25 anni di storie vissute, amore dato e ricevuto e miracoli di Vita illuminati dal coraggio di mamme speciali… Il Centro di Aiuto alla Vita (CAV) di Pesaro (PU) festeggerà sabato 18 Aprile il suo “argentato” anniversario, dopo 25 anni, appunto, di onorato servizio. L’evento si svolgerà nella cornice del Teatro Loreto di Pesaro, in Via Mirabelli 3, con ingresso libero, a partire dalle 17:30.

Un pomeriggio per celebrare una storia lunga ed estremamente intesa a servizio della Vita.
Giovanna Giacchella, attuale presidente del CAV di Pesaro, e gli operatori tutti,  vi aspettano a “Mai sola”, un bellissimo evento pensato per questa speciale occasione.
Saranno diverse le personalità che interverranno e si alterneranno sul palco per creare uno “spettacolo” nel vero e duplice senso della parola, di performance e di meraviglia. Tra di esse Suor Maria Gloria Riva, Elena Levantini e Francesca Bertoni, Francesco Lieri, Frida Neri e non ultimi i ragazzi della scuola media “Gandiglio” di Fano.

Insomma, un’eccezionale occasione da non perdere, a cui vi invitiamo calorosamente a partecipare. La professionalità e l’umanità delle operatici del Centro Aiuto alla Vita di Pesaro ci fanno immaginare quanto la condivisione di questo pomeriggio possa essere speciale e, perché no, anche toccate.
Aperti alle belle sorprese che “Mai sola” ci riserverà Sabato, vi lasciamo con queste belle parole che arrivano proprio dal Centro Aiuto alla Vita di Pesaro, che per la promozione di questo evento ha anche ripercorso e mostrato al mondo tutte le sue attività. Ecco, allora, che è nata una meravigliosa riflessione,  frutto di passione, dedizione, umiltà, coraggio e professionalità!
Grazie, cari amici per la Vita di Pesaro. Ci vediamo sabato!

“La vera ricchezza di questi 25 anni sono gli incontri fatti; le donne che si sono fidate ed affidate.
I loro visi li ricordiamo uno per uno.
I loro nomi, talvolta dalla difficile pronuncia, si affacciano alla memoria con quelli dei loro figli.
Le abbiamo amate tutte, e tanto.
Ci sono state notti insonni, di desiderio e trepidazione. Giorni di attesa, di festa e, a volte, di smarrimento.
Con loro siamo cresciute”


DS

Un articolo che non dovete assolutamente leggere: scapestrato e in controtendenza


"Una mamma, sfinita, piange di gioia e un papà spesso le sta vicino, già “consapevole” del compito che lo attenderà": clic. La vita immortalata in un attimo.


È questione di qualche settimana fa. Navigavo tranquillamente su Facebook, quando la chat della mia editor preferita si apre: “Dani, che ne diresti di scrivere un pezzo su questa bell’iniziativa? Non ho potuto fare a meno di pensarti”.

Non so perché, ma intuisco già che mi attende qualcosa di estremamente coinvolgente…ed effettivamente è così! Il tempo di aprire il link che Giovanna mi aveva mandato e un silenzio quasi religioso cala dentro di me, nonostante la musica alle cuffiette continui ad andare. Si tratta di un concorso fotografico, più speciale degli altri però… qualcosa che ci riguarda estremamente da vicino nonostante lontana chilometri e chilometri.

Siamo in America e l’International Association of Professional Birth Photographers ha deciso di premiare la foto più bella che arriverà tra le loro mani. Tematica? Ovvio: l’esatto momento della nascita di una nuova Vita! Ecco… forse, in verità, siamo arrivati in ritardo, eppure (il detto di senso popolare descrive bene la nostra fortuna: “gli ultimi saranno i primi”) nonostante siamo giunti tardi a questa meravigliosa notizia, abbiamo potuto godere della sua parte migliore, ovvero di tutte le foto vincitrici esposte proprio nel web! Ed ora, resterebbe a me, lo “scomodo” compito di commentarle o, “ancora peggio”, di descriverle così bene che voi possiate immaginare di averle davanti ai vostri occhi.

Beh, cari amici, io queste foto le ho guardate, una per una, con la cura e la premura che si ha per qualcosa di speciale, quasi sacrale, mi viene da dire. Ho pensato e ripensato, scritto, cancellato, riscritto e ricancellato e poi mi sono arresa all’evidenza… non è possibile descrivere con parole davvero eloquenti l’esatto momento in cui una mamma dà alla luce il suo bambino! No, tantomeno per chi non ha vissuto questo momento così, così………… ecco, le mamme che mi leggono avrebbero sicuramente un aggettivo più giusto di quel che potrei azzardare io! Questo, quindi, è un articolo scapestrato e in controtendenza (forse anche un po’ come chi lo scrive): vi dice della sua esatta inutilità e di quello che invece potrebbe realmente toccarvi il cuore.

Ogni fotografia che vedrete è uno specchio della Vita stessa nel suo esatto momento più alto e misterioso: un urlo accompagna la nascita di una nuova creatura, una mamma, sfinita, piange di gioia e un papà spesso le sta vicino, già “consapevole” del compito che lo attenderà. Quel neonato è frutto di intrecci imprevedibili nel mare a volte burrascoso della Vita.

In un momento, scevro da ogni possibile definizione, l’umano diventa qualcosa di più… di più di tutte le sue paure, di tutti i suoi dolori, e delle sue angosce: una donna, infatti, è pronta a soffrire profondamente, senza nasconderselo… sa di essere portatrice del senso più intimo della Vita stessa!
Quella che, tra l’altro, di lì a poco, darà al mondo. Niente le fa troppo terrore.

Il senso dell’infinito, in un istante, si fa carne: mani che si muovono verso il cielo e polmoni che si aprono in un pianto acuto che ogni mamma ricorda bene. Sì, “siamo nati e non moriremo mai più” e quei piccoli occhi che guardano un mondo ancora sconosciuto, eppure già in qualche modo “familiare”, in minuti catartici, dicono esattamente questo!

Buona visione, cari amici! Fermatevi foto per foto ed emozionatevi: questa è la Vita e la sua sovrumana potenza, siamo anche noi e quel che ci è donato di fare ed essere!

Selezione fotografica del concorso: 
http://birthphotographers.com/2015-birthphotographers-com-image-of-the-year-competition/


Daniela Sensini

Credits photo: nicholehanna photography

Le case di accoglienza: una, dieci, cento storie da raccontare






Mariantonietta ci racconta la sua esperienza di Servizio Civile presso la Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” di Viterbo.

Sono arrivata in Casa di Accoglienza un anno fa, avevo tanto sentito parlare negli ultimi anni di Case di Accoglienza e di Centri di Aiuto alla Vita. Tante testimonianze che nel corso degli anni mi hanno toccato il cuore, compreso quella di una mia cara amica per la Vita, con cui ho iniziato il mio servizio alla Vita 7 anni fa e che, ogni volta che riascolto, è un’emozione: senti la Vita, quel valore che va oltre la morte, oltre chi tenta di dissuaderti dal tuo compito di madre, quello di compiere il gesto di amore più grande, dare la Vita ad un figlio.
Ogni madre dovrebbe essere messa nelle condizioni di dare e accogliere la Vita ed è quello che le aiutiamo a fare con il Centro di Aiuto alla Vita e con la Casa di Accoglienza. Cercare di rimuovere tutti gli ostacoli che spesso portano le donne a dire no a un figlio, per paura, per solitudine, per problemi economici, per “ricatti” da parte della famiglia, e per tantissimi altri motivi, che non bastano a giustificare l’aborto. Non è certo un compito facile, ma la gioia più grande è poi vedere queste donne, scoprire la maternità, vedere nei loro occhi, la serenità, la gioia, la voglia di dire quel “si”, che dal primo istante ha cambiato le loro vite, anche prima che loro stesse potessero rendersene conto.                                                                    
Quando ho iniziato un anno fa questo servizio, per me era tutto nuovo, non avevo mai fatto un colloquio e ogni giorno per me continua ad essere una meravigliosa scoperta, sento che ho ancora moltissimo da imparare. Da Maria, responsabile della Casa di Accoglienza nonché Operatrice locale di progetto, e dalla sua famiglia sto imparando cosa significhi essere una Famiglia per la Vita, cosa significa amare gratuitamente senza volere e avere nulla in cambio. In questo anno ho toccato con mano cosa vogliano dire Accoglienza, Gratitudine, Volontariato, Rispetto.
Vivere la quotidianità nella Casa mi ha permesso di capire tutto il lavoro che c’è dietro e che molti nemmeno immaginano. La speranza più grande è non sentire più parole come quelle ascoltate alcuni giorni fa: “Ora  come ora,  più che mai sono pro-aborto” oppure: “…e perché non ha abortito?”. L’aborto non è una soluzione è l’inizio di un problema.

Ricorderò sempre con affetto: Gabriela e Giany e il saluto di Giany dall’aereo, quando è partito con la sua mamma. Sono state le prime persone che ho conosciuto in Casa di Accoglienza e nella mia camera ho ancora il “bentornata” che mi aveva scritto qualche mese prima e un ciondolo realizzato da lui. Porterò con me Gein e Sofia con i suoi “sorrisoni”,  Lucia, Francesco e il piccolo Samuele che non abbiamo conosciuto, Dalene con Marlene di cui non abbiamo più avuto notizie, Suada e la sua situazione di post-aborto, Magda, con un’accoglienza di una sola notte, ma che comunque ci ha lasciato dei pensieri molto belli sull’ opera di accoglienza che si sta portando avanti. Ricorderò sempre anche la storia di Malwina: una ragazza non udente e di Luca, suo figlio, che per me è stata un’esperienza nuova, dove l’iniziale paura di non riuscire a comunicare con questa donna si è trasformata in capacità di comunicare oltre la disabilità. E poi, Elodie, una ragazza molto timida, che dice di aver trovato in me una sorella, ma che anche lei come tutte le altre mamme ha bisogno di “fermezza e dolcezza” come è solita dire e fare Maria. E, ancora, Silvia, con tutte le sue problematiche... Ognuna di queste donne è diversa dall’altra, ognuna di loro ha una storia alle spalle, ognuna di loro ha un tesoro prezioso, di cui spesso nemmeno si rende conto e, nella sua unicità, ogni storia ti trasmette tanto. 
Ha detto una mamma:”io questo posto non lo conoscevo, dovrebbero parlarne di più, voi fate tanto, questo è un posto dove dal dolore, le mamme possono ritrovare la forza con la gioia”. Ogni giorno è un giorno nuovo per le mamme e i bambini, che giorno dopo giorno fanno dei passi in avanti rispetto alla loro situazione di partenza per il raggiungimento del loro progetto ed anche per me è stato importante, perché in questo anno ho imparato tanto.

Le belle storie finiscono sempre con un grazie. Un grazie che va ridonato a coloro che ci hanno regalato tanto. Per questo, al termine della mia esperienza di Servizio Civile, mi restano numerosi “grazie”. Rispetto. Per questo, un grazie speciale a Maria, che nella quotidianità mi è sempre vicina e mi sta insegnando a crescere giorno dopo giorno al Servizio della Vita. Lei dice spesso, “le cose capitano a chi le fa, a tutti può capitare di sbagliare, importante è parlarne per poi trovare soluzioni positive”. Grazie a lei sono arrivata a sostenere i colloqui con le donne in difficoltà in autonomia. A volte la paura di poter sbagliare mi frena e lei mi ha dato fiducia, rafforzando la mia autostima. Mi piace donare un sorriso a tutte le persone che vengono, con la speranza che possa scaldare il loro cuore e far arrivare l’Amore per la Vita che mi porta ad essere qui ad occuparmi di loro. Grazie per il laboratorio di pedagogia, è un modo per trasmettere quello che ho studiato alle mamme e di mettermi alla prova sui temi inerenti il parto e la cura dei bambini. Il segreto di tutto è fare con amore quello che si fa.
Le storie, i sorrisi, i bambini sono le ragioni che stanno dietro il Volontariato per la vita e in questo caso al Servizio Civile. Un bagaglio indistruttibile e prezioso che ti viene consegnato e che ti fa crescere giorno dopo giorno, nella gioia del dono di sé. Ecco perché, mi sento di invitare tutti i giovani a intraprendere questo percorso di crescita, umana e professionale al contempo. E, in particolare, vi propongo la nuova esperienza: “Insieme per crescere”, perchè il volontariato per la Vita ha una marcia in più che si scopre giorno dopo giorno, nell’accoglienza dell’altro.
Fino al 23 Aprile si possono presentare le domande per il Servizio Civile alla Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” di Viterbo, che accoglie nuclei madre-figlio in stato di disagio. Un intreccio di storie, dunque, e di testimonianze: la mia, quella degli abitanti della casa, quella dei volontari…. E la tua!

Mariantonietta


I Quarenghi: un'opportunità per crescere nell'amore per la Vita



Se si vuole capire perché partecipare a un Quarenghi non resta che parlare con quanti di Quarenghi ne hanno già frequentati. Sia i ragazzi che vi partecipano che i relatori che intervengono, infatti, ci testimoniano un nuovo entusiasmo e una nuova gioia di vivere che si rinnova, giorno dopo giorno e... appuntamento dopo appuntamento.


Ma che cos'è questo Quarenghi che "innamora" tanti giovani?

Il seminario Quarenghi è un momento importante di formazione e di socializzazione per giovani di tutta Italia. Nel corso di un anno, è prevista la realizzazione di due momenti: uno estivo e uno invernale. Il primo ha una durata settimanale, il secondo si snoda in un weekend. In entrambi i casi è forte l'impronta formativa: i giovani si trovano di fronte a grandi questioni etiche che coinvolgono l'attualità e sono chiamati a saperne di più e a formarsi una coscienza critica in merito. A questo si aggiunge la forte dimensione sociale del Quarenghi: scoprire e confrontarsi con tanti altri giovani che si interrogano e si pongono domande esistenziali ed etiche è sicuramente una linfa importante nella sete di conoscenza innata nei giovani. Momenti di formazione si intervallano, dunque, a momenti di socialità e svago, da pieno stile giovani MPV.

Quando e dove?

Quest’anno l’appuntamento con il seminario invernale è a Firenze, dal 17 al 19 Aprile. Il programma è stato pensato e sarà realizzato dal Movit di Firenze e Siena, la realtà universitaria del MPV in Toscana. Un weekend fiorentino, in cui si affronteranno tematiche molto importanti e attuali sulle principali questioni di bioetica. Sarà soprattutto un tempo in cui i giovani si troveranno a riflettere sulla sfida che li attende nel volontariato prolife: come essere protagonisti di una società che pare non avere più spazio per questioni tanto importanti né lasciare spazio ai giovani. Senz’altro, la prima sfida e la prima azione da intraprendere è quella di formarsi: troppe le manipolazioni dell’informazione e le ideologie che mascherano la verità. E a questa sfida, i giovani del MPV danno una risposta costante, proprio attraverso il Quarenghi. Per i dettagli su orari e relatori clicca qui.

Alcune anticipazioni anche sul Quarenghi estivo... In primis la data e il luogo di svolgimento: dal 26 luglio al 2 Agosto, presso la struttura “Stella del Mare”, ad Acquafredda di Maratea. L’articolazione delle giornate è scandita nel seguente modo: metà giornata è dedicata alla formazione, con l’intervento di grandi nomi della scienza e dello spettacolo, metà al relax, con sfondo un paesaggio mozzafiato.


Per i dettagli sul Quarenghi estivo... stay tuned!


GS

Dodicenne violentata, rifiuta l’aborto: nessun rimpianto 23 anni dopo.



Lianna Rebolledo era poco più che dodicenne quando fu brutalmente violentata da due uomini vicino casa sua. All’ ospedale i dottori, le dissero che aspettava un bambino e le raccomandarono di abortire. Lianna, dopo aver chiesto al dottore se questo avesse potuto alleviare il suo dolore, e avendo avuto risposta negativa a questa sua domanda, decise di tenere il bambino nonostante tutto.

Racconta: “Se l’ aborto non rappresentava la soluzione, non vedevo perché avrei dovuto fare quella scelta. Ero solo consapevole del fatto che, avevo qualcuno dentro di me. Non mi sono mai curata di chi fosse il padre biologico. Era la mia bambina, era dentro di me”.

Ora Lianna ha 35 anni e non si è mai pentita di aver scelto di far nascere la sua bambina. Non solo, proprio la presenza di sua figlia l’ha aiutata a superare pensieri suicidi: “È stato veramente difficile ma mi è bastato vedere quella piccola creatura che mi mostrava la sua gratitudine per averle dato la vita. 
Infatti, aveva soltanto quattro anni quando per la prima volta mi disse: Mammina, grazie per avermi donato la vita. È stato in quel momento che ho realizzato che era stata proprio lei a ridonarmi la vita”. E conclude: “Nel mio caso, due vite sono state salvate, ho salvato e scelto per la vita di mia figlia ma lei ha salvato la mia”. Anche se la violenza è stato un momento veramente pesante ,se dovessi attraversare questo momento di nuovo, lo rifarei, solo per conoscere e amare mia figlia. C’è sempre stata per me, è l’ unica persona che mi ha mostrato l’ amore vero, le sarò grata per sempre”.

Giorgia Gagliardini

Fonte: lifenews.com

Europa: licenza di uccidere.

Non un film ma il risultato della discussione nel Parlamento Europeo del Rapporto Tabarella: l’aborto spacciato per diritto umano.

Da tempo una delle principali preoccupazioni degli europarlamentari del partito socialista sembra essere quella di guadagnare, a suon di votazioni, una licenza di uccidere per tutti i paesi membri attraverso la piena legittimazione dell’aborto nell’Unione Europea. La propaganda abortista del resto da anni imperversa nelle istituzioni e nelle organizzazioni internazionali, come da tempo segnaliamo sul nostro blog (vedi qui se vuoi saperne di più).

Nel dicembre 2013 ci fu il tentativo di far passare l’aborto come diritto attraverso la Risoluzione Estrela. Per chi non lo sapesse, la risoluzione su “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”, che prende il nome dalla firmataria Edite Estrela, è un testo non vincolante del Parlamento Europeo che proponeva la qualificazione del “diritto all’aborto”, nella forma di diritto umano, senza alcuna concessione al diritto alla vita del concepito. All’epoca la proposta Estrela non giunse mai in votazione all’emiciclo parlamentare.

La storia si ripete: il deputato socialista Tarabella presenta l’ennesimo rapporto, questa volta su “Uguaglianza tra uomini e donne nella UE”. Questa volta il Rapporto viene approvato a larga maggioranza (441 voti a favore, 205 contrari, 52 astenuti). Così il Parlamento di Strasburgo definisce l’aborto come elemento del diritto alla salute sessuale e riproduttiva e per questa ragione va reso sempre più accessibile. Una vera e propria legittimazione di tutte quelle pressioni politiche che spingono sempre più per il libero accesso all’aborto.

La votazione di Strasburgo porta nuovamente l’Europa in contrasto la difesa della vita. Nemmeno un anno fa la Commissione Europea disattendeva la richiesta di riconoscere i diritti del concepito attraverso l’iniziativa “Uno di noi”, firmata da due milioni di cittadini. 

TE

(Foto CC waltercolor .European Parliament Strasbourg 41)



APERIVITA Movit : 8 marzo


Anche a Marzo il Movit di Firenze e Siena si riunisce.

Questo mese abbiamo una vera chicca. Non solo ci ritroviamo finalmente a Siena, ma presso lo studio di un artista! 

Saremo ospiti del nostro amico Francesco Mori, noto pittore di Grosseto, che è stato proprio ieri incaricato di disegnare il Palio di Siena che verrà offerto alla contrada vincitrice il 2 Luglio.

Come sempre, parleremo dei nostri progetti, di quelli futuri e di quelli che stiamo portando avanti. 
Siamo certi che Francesco ci mostrerà nel suo studio tante cose meravigliose a cui sta lavorando. 

Perciò non potrete proprio mancare! 

8 marzo, dalle ore 19, in via Fieravecchia 28 a Siena!! 



 
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