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Dal 27 luglio al 3 agosto ti aspettiamo al Seminario Vittoria Quarenghi: una occasione unica per trasformare il tuo amore per la vita in impegno concreto. Insieme cambiamo il mondo!

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Diario di viaggio: Meeting 2014




Dalla periferia dell’esistenza al cuore dell’umano. Esperienza di vita al meeting 2014



“Avete presente quando vi dicono che proprio le esperienze da cui non ci si aspetta nulla sono quelle che probabilmente più ci sorprenderanno? Banalità delle banalità. Ma, è vero!”.

Inizia così la riflessione fatta da Irene a seguito della sua esperienza all' ormai storico stand del MpV al meeting di Rimini, e prosegue “ così il lunedì del tutto sprovvista di aspettative o idee, ho preso il treno per Rimini.
Ad accogliere me e la mia esperta e immancabile compagna di viaggio Ludovica ci sono le fantastiche fontane dell’ingresso Sud e l’insegna d’entrata “Meeting 2014”. Dentro si muovono veloci e ordinati plotoni di polo bordeaux, giovani in giacca e cravatta, famiglie con bambini e zainetti pieni di gadget coloratissimi. L’imponente macchina organizzativa rivela la sua funzionalità subito, al primo sguardo: sebbene ci siano moltissime persone in movimento dappertutto, si ha la netta sensazione che tutto sia al proprio posto”. Ed è proprio cosi! Di anno in anno un’ organizzazione puntuale e precisa offre ai partecipanti alla fiera momenti di ascolto e riflessione, momenti di comunione e svago, e a noi la possibilità di far conoscere che cosa è il Movimento per la Vita, e cercare persone che vogliano partecipare anche loro ai nostri progetti. Quest’anno al padiglione A3 lo stand era gestito dalle signore del Cav di Rimini aiutate dai giovani, tra cui Martina e Francesco, Irene e Ludovica, Daniela e Marino, Lucia, Francesca e Chiara, che coordinate da Pino Morandini, vicepresidente nazione del Movimento per la Vita, hanno potuto offrire un programma di incontri su temi cari al volontariato prolife. Così anche in questa occasione si è potuto notare come il Movimento sia una grande famiglia in cui è difficile non sentirsi accolti fin da subito: basta un po’ di gelato, una tavola grande attorno a cui sedersi e l’età diventa veramente solo un numero, invisibile per chi ha voglia di condividere la propria storia con gli altri.

Ogni giorno il programma dello stand prevedeva sia la voce autorevole di professori ed esperti sia le testimonianze di vita di tante volontarie dei Cav o delle case di accoglienza; così, in un salottino pieno di puff bianchi e palloncini colorati, ci siamo ritrovati a discutere con serietà ma sorprendente semplicità dell’esempio di coloro che, in modalità diverse, hanno deciso di spendere energie e passione per stare accanto e sostenere chi è spesso relegato nelle periferie dell’esistenza umana. Le relazioni hanno riempito le poltroncine del nostro salottino di tante persone di ogni età: qualcuno passava giusto cinque minuti, prendeva un volantino e se ne andava; altri si sono seduti e hanno ascoltato rapiti fino alla fine. “E a volte i racconti fanno tremare il cuore; come la storia di Aurora, una bellissima ragazzina bionda e con due perle azzurro cielo al posto degli occhi. Ad appena 12 anni e mezzo ha il coraggio di lasciarsi aiutare dalle volontarie della casa di accoglienza del proprio paese e portare avanti la gravidanza, che tuttavia la allontana dall’affetto dei suoi familiari e le fa sentire forte il freddo dell’isolamento e della solitudine. Ma nella casa di accoglienza Aurora trova una seconda famiglia, oltremodo premurosa, che la assiste in ogni momento. Oggi Stefano, il suo piccolo uragano con gli stessi occhi della mamma, non ha ancora tre anni ma già è il principino di tutte queste zie acquisite che lo coccolano insieme ad Aurora: lei non smette mai di sorridere quando lo guarda, nemmeno se fa i capricci” ci ricorda ancora Irene.

Ma di momenti belli ce ne sono stati tanti. Visite alle mostre, come quella intitolata “Egitto. Quando i valori prendono vita”, curata dal gruppo SWAP (Share With All People), associazione studentesca di giovani egiziani dell’università Cattolica di Milano. Nel viaggio di riscoperta delle proprie origini, hanno deciso di illustrare la rivoluzione che ha sconvolto l’assetto del potere in Egitto negli ultimi anni mettendone però in luce tutti quegli aspetti che telegiornali e mass media non ci descrivono. Davanti alla sofferenza e alla morte, dice la ragazza giovanissima che ci guida all’interno della mostra, la responsabilità nei confronti della vita assume altri significati e la profondità della libertà giustifica il motivo per cui uomini e donne possono arrivare al punto di sacrificare la vita perché altri siano liberi.

Alla fine della mostra abbiamo lasciato sul loro quaderno il nostro Grazie, il grazie di tutti i giovani del Movimento per la Vita che con questi ragazzi, così come con i tantissimi giovani che ogni anno danno vita e lavorano per il Meeting, condividono la speranza forte ed eroica di poter cambiare qualche angolo di mondo o, per lo meno, di riuscire a migliorare le situazioni di “periferia” che ci vivono accanto. Riuscirci tramite progetti, come il “Progetto Gemma” tanto caro ai volontari per la vita, che in questi giorni di fiera è stato al centro del nostro volantinare, un progetto che si può sintetizzare così: più persone adottano un sorriso più sorrisi riusciremo a far nascere. È un’ambizione grande che ci guida, forse condita di una buona dose di ingenuità e spregiudicatezza. Ma come scriveva il grande Enzo Jannacci, celebrato nel percorso “Mondo piccolo – Roba minima. Le periferie esistenziali in Giovannino Guareschi e Enzo Jannacci” “la bellezza dei vent’anni è poter non dare retta a chi pretende di spiegarti l’avvenire, e poi il lavoro e poi l’amore…”

“Così, mentre in tanti sono impegnati a farci credere che è inutile pensare di poter fare concretamente qualcosa di grande per un domani migliore, noi continuiamo a lavorare per cambiare il mondo”. 

Così termina Irene la sua riflessione mentre a noi rimane da vedere se quello che abbiamo seminato in quella settimana fatta di discorsi, sorrisi, emozioni porteranno frutto. Il frutto a cui auspichiamo è che molte delle persone che si sono interessate decidano di adottare il nostro progetto, così da far nascere nell’anno venturo tante belle piccole promesse di felicità.







Irene&Martina

Fecondazione eterologa: che diavolo succede?


Un piccolo vademecum nel caso non sappiate cos'è l'eterologa e cosa sta accadendo in Italia


Il mondo prolife è sconvolto, in questi giorni, da un uragano che ci ha invaso. L'ingresso prepotente della fecondazione eterologa in Italia. 

Si sta scrivendo molto sul tema: ma non abbastanza, e non abbastanza bene. 
Però si tratta di un tema molto complesso, e non è il caso di dare per scontato che tutti sappiano di cosa si parla. 
Ecco quindi un piccolo promemoria diviso in tre parti: cos'è l'eterologa, perché i prolife sono contrari, cosa sta succedendo. 

Cos'è la fecondazione eterologa? 

Senza pretesa di essere più precisi che chiari, si tratta di un tipo di fecondazione assistita, cioè di fecondazione che avviene fuori dall'utero o comunque con metodologie non naturali.
Parliamo di fecondazione in vitro, tanto per avere una idea (FIVET).
Quando la fecondazione in vitro avviene con i gameti (il patrimonio cromosomico) di quell'uomo e quella donna che poi saranno legalmente  il padre e la madre del bambino che (auspicabilmente) nascerà, si parla di fecondazione OMOLOGA.
In tutti gli altri casi, la fecondazione sarà invece ETEROLOGA.
Per tutti gli altri casi possiamo riferirci, per esempio, al fatto che il donatore dei gameti maschili e il futuro padre non sono la stessa persona; che la donatrice dei gameti femminili e la futura madre non sono la stessa persona. Ancora: che la donna che porterà in grembo il bambino e la futura madre non sono la stessa persona.

A ben guardare, con la fecondazione eterologa i concetti di "padre" e "madre" necessitano di qualche precisazione. Di fatto, sono tali i "destinatari" del bambino; quelli che poi in concreto lo cresceranno. Non quelli che geneticamente sono il padre e la madre.
Una situazione più simile alle adozioni che non alla filiazione naturale.

L'adozione è una cosa legale e moralmente ammessa, anzi, per molti aspetti è una pratica lodevole. Se questa pratica somiglia all'adozione, quale sarebbe il problema? In altri termini:

Perché i prolife sono contrari? 

Da quanto detto può già capirsi cosa hanno da ridire i prolife. La fecondazione eterologa scinde il rapporto padre-madre-figlio, trasformandolo da un rapporto naturale ad un rapporto artificiale. Questo porta ad una serie di conseguenze negative: 

1) Il figlio si compra. Queste pratiche sono molto costose, e hanno come obiettivo non la cura di una malattia (l'infertilità lo è) ma la produzione di un bambino. Il bambino diventa il prodotto, la merce.
 
2) Il figlio si progetta. Dal momento che si deve ricorrere ad un donatore, perché limitarsi a sceglierne uno a caso quando si può chiedere un donatore super? Nelle banche del seme donne e uomini particolarmente sani e particolarmente richiesti vendono i loro gameti. Si può letteralmente scegliere il donatore, e quindi determinare le caratteristiche somatiche del figlio. Ci sono anche dei donatori Vip, se volete, in Inghilterra. Chi vuole essere madre del figlio di Paul McCartney? O preferite David Beckham come padre? Tutto si può avere, basta pagare.
Senza contare che, come per l'aborto selettivo di genere (di cui abbiamo parlato in questo sito) si presentano gli stessi dilemmi. Puoi averlo maschio, se vuoi, o femmina. 
E puoi averlo bianco, biondo, alto, occhi azzurri. Vi ricorda niente? 

3) Un figlio? Cento figli! La pratica della vendita o donazione del seme ha fatto sì che ci fossero persone con un numero di figli a due zeri. Di fatto, la cosa diventa incontrollabile. 

4) Utero in affitto. Uno degli aspetti più drammatici, sia perché già avviene, sia perché lascia davvero allibiti il fatto che a nessuno sembra importare. Perché mai una donna dovrebbe dare il suo utero per ospitare un figlio che non avrà? Risposta in coro: per soldi. E forse neanche poi molti. 
La pratica dell'eterologa sfrutta il bisogno di donne povere, magari del terzo mondo, che vengono contattate da agenzie per affittare il loro utero. In sostanza: donne povere che fanno i figli al posto di donne ricche. O meglio: al posto di donne che vivono in paesi ricchi, perché (come vedremo) l'eterologa  italiana sarebbe a carico del servizio sanitario nazionale. Cioè, a carico nostro. 

5) Madre e padre? Non necessariamente.  La fecondazione eterologa è notoriamente il modo più comodo per le coppie omosessuali per avere figli. E' stato così che Elton John e il suo compagno hanno ottenuto (non saprei usare termine più lusinghiero) i loro due figli. 

Oltre a tutto questo, si aggiungono per quanto riguarda l'eterologa le criticità che già erano proprie della fecondazione omologa: 

1) Embrioni congelati. Esseri umani che vengono prodotti in serie e messi in freezer. In attesa di essere impiantati oppure... utilizzati per la ricerca scientifica. 

2) Un enorme spreco di vite umane. La fecondazione omologa ha un basso tasso di successo. In pratica ben pochi degli embrioni inseriti nell'utero materno riescono a impiantarsi, cioè a sopravvivere. Gli altri muoiono. E' una tecnica molto fallibile, ma questo non sembra nuocere ai vasti guadagni delle cliniche che la praticano, anzi. 

E vi sono anche altri aspetti di schietta bioetica, che ometto perché altrimenti il discorso si farebbe troppo pesante. 

Cosa sta succedendo? 

Mentre la fecondazione omologa era consentita dalla legge 40 seppure con certi limiti, la legge stessa proibiva la fecondazione eterologa in qualsiasi forma. 
Una serie di sentenze della Corte Costituzionale, nate da ricorsi giudiziari finanziati dalle stesse cliniche che fanno fecondazioni in vitro, hanno via via eliminato i limiti che la legge 40 poneva. 
Da ultimo, anche il limite del divieto della fecondazione eterologa, che quindi diventerebbe possibile. 
Unico limite che rimane, è il fatto che si può accedere a queste pratiche solo se si è sterili, e solo una piccola parte delle coppie lo è davvero, e la maggior parte di esse non ricorre alla Fivet come prima soluzione. Ma è una magra consolazione. 

Il fatto che la Corte Costituzionale avesse fatto cadere il divieto all'eterologa non comportava però un diritto indiscusso da parte di chiunque a praticarla, in particolare in assenza di linee guida. 

C'è chi si è adoperato in tal senso. 
La Giunta Regionale Toscana, guidata dal governatore Enrico Rossi (il grazioso signore nella foto), si è premurata non solo di formulare delle linee guida particolarmente permissive per la fecondazione eterologa, ma anche di capeggiare le altre regioni per arrivare prima possibile ad una diffusione su scala nazionale. 
Dopo infatti una riunione nazionale degli assessori regionali di tutte le regioni d'Italia, che hanno approvato in blocco e senza discutere le linee guida toscane, le stesse hanno avuto l'assenso dei governatori. Il trattamento sarebbe inoltre a carico del servizio sanitario nazionale. 

Sconfitta su tutta la linea, dunque? 
Non proprio. 

Essendo la legge 40 relativa alla fecondazione in vitro una norma statale e non regionale, si ritiene logico che le linee guida siano di provenienza statale, e non regionale. 
Ben potrebbe perciò il Governo centrale lamentare che le regioni stiano arrogandosi un potere che non hanno. 
Questo è assolutamente logico. Tuttavia il problema è che il soggetto chiamato a dire di chi è la competenza in materia è la stessa Corte Costituzionale che ha fatto a pezzi la legge 40, legittimando di fatto l'eterologa in Italia. 

E' appena il caso di ricordare che la legge 40 è stata approvata (da un parlamento regolarmente eletto) dopo un vivace dibattito, sottoposto ad un referendum nel 2005 che non passò, con conseguente indiretta legittimazione popolare della legge. 

Quindi, riassumendo: le nostre speranze risiedono nella Corte Costituzionale, che dichiari che la competenza in materia è dello stato (e questo è, nonostante tutto, molto probabile). In secondo luogo, nel ministero della Salute, affinché limiti il più possibile il ricorso a tale pratica. 

Nel frattempo... è bene tenersi informati. Discutere della cosa. Non lasciarsi trasportare dall'onda di entusiasmo verso un meccanismo che trasforma le persone in merce di scambio, i bambini in pacchi postali. La vita umana in un prodotto commerciale. 

V per VITA 



Meeting 2014: parlano di noi





L'edizione odierna di AVVENIRE riporta una intervista ai giovani presenti allo Stand del Movimento per la Vita al Meeting di Rimini. 
La riportiamo integralmente. 



Vai allo stand del Movimento per la vi­ta e scopri una bella storia mai rac­contata degli ultimi giorni di san Gio­vanni Paolo II. Il racconto è risuonato più volte in questi giorni nelle parole di Martina Frassoldati, di Finale Emilia, e di Ludovica Cerasuolo, di Eboli, nel Salernitano, giovani animatrici dello stand a Rimini, che si sono trovate a proporre a tante persone in questi giorni il “progetto Gemma”, un’iniziativa che il Movimento porta avanti da tempo: 160 eu­ro donati lungo 18 mesi per “adottare” una mamma con il bambino in grembo che - per via di difficoltà essenzialmente economiche - rischia di intraprendere invece la strada do­lorosa dell’aborto. Ebbene, come Martina e Ludovica hanno raccontato, questo proget­to ha avuto un sostenitore importante, im­portantissimo e riservatissimo, tanto che non si era mai saputo prima: Giovanni Paolo II interesse, hanno detto che si faranno sentire».
Tanti piccoli Meeting nel Meeting, alla Fiera di Rimini: allo stand del Movimento per la Vita si sono susseguiti tan­ti con un lascito deciso alla fine dei suoi gior­ni ha sostenuto dieci progetti Gemma. Il bello però è nel pro­sieguo di questa storia, e che cioè uno di que­sti parti si è poi rivela­to gemellare, mentre un’altra donna che pensava di abortire perché il marito era senza lavoro, nel giro di poco tempo non solo ha messo al mondo un bambino, ma avendo nel frattempo an­che trovato un lavoro suo marito ha potuto mettere al mondo un’altra creatura. Cosic­ché, allo stand del Movimento per la Vita la raccontano così: Giovanni Paolo II ha soste­nuto 10 progetti Gemma e ne ha finanziati 12. Quasi un altro “miracolo”, insomma.
Martina e Ludovica sorridono, nonostante la loro giovane età: «Tanta gente ha mostra­to incontri, in questi giorni, per promuove­re una cultura della vi­ta e i tanti modi per so­stenerla: i Centri di aiu­to alla vita, le case di accoglienza (al centro di un incontro di testimonianze tenutosi mercoledì), l’obiezione di coscienza, la cam­pagna di firme 'Uno di Noi' per il Parlamento Europeo e, appunto, i progetti Gemma. Ieri ne hanno parlato in un incontro del pome­riggio Erika e Franco Vitali, una coppia che ha appena deciso di devolvere i regali per i 50 anni di matrimonio a un progetto Gem­ma. Solo che, altra sovrabbondanza, i regali sono stati più del previsto e di progetti ne so­no stati finanziati due. A seguire, ieri sera, ultimo appuntamento di questa settimana allo stand, un incontro con lo psichiatra Alessandro Meluzzi, a parlare di gender. Tanta gente per confrontarsi con lui su quello che è soprattutto un problema culturale, una 'testimonianza da portare', prima ancora che una legge discutibile anti­omofobia da approvare o contrastare. Una te­stimonianza a favore della vita e della fami­glia fondata sul matrimonio in grado di pro­muoverla.
Pino Morandini, ex consigliere regionale del Trentino e promotore in questa veste di cir­ca 80 progetti Gemma 'approvati all’una­nimità' è vicepresidente vicario del Movi­mento per la vita e responsabile dello stand: «Sono fiducioso - dice - i frutti di tanto inte­resse suscitato in tante persone, come ab­biamo imparato dopo tante edizioni del Mee­ting, si vedono lungo tutto l’arco dell’anno».


Meeting di Rimini 2014: verso le periferie del mondo





L'impegno dei giovani del MPV non si esaurisce mai, e anche quest'anno siamo presenti al Meeting di Rimini dal titolo: "Verso le Periferie del Mondo e dell'esistenza".
Nel nostro stand come è usuale organizziamo un ciclo di incontri di grande interesse. 
Eccovi il programma:


PROGRAMMA AL MEETING 2014 PRESSO STAND MOVIMENTO PER LA VITA



LUNEDI 25 AGOSTO 2014

MATTINO : PRESENTAZIONE SERVIZI DEL MOVIMENTO PER LA VITA. IL MOVIMENTO PER LA VITA E IL CAV.

RITA VOLPONI, PRES. MPV DI RIMINI
ANNA ALBINI, PRES. CAV DI RIMINI
LUCIANO BRIGHI, PRES. MPV DI BELLARIA DI RIMINI

POMERIGGIO : ORE 17 PROF . GIAN CARLO BLANGIARDO ( Ordinario di statistica e demografia Università “ La Bicocca “ Milano)

“ DALLA RINUNCIA ALLA VITA ALLA RINUNCIA ......ALLA VITALITA’. RIFLESSIONI SULLA CRISI DEMOGRAFICA DELLA POPOLAZIONE ITALIANA”

MARTEDI 26 AGOSTO 2014

MATTINO :PRESENTAZIONE SERVIZI DEL MOVIMENTO PER LA VITA ( LE CASE DI ACCOGLIENZA). TESTIMONIANZE.

POMERIGGIO : ORE 16 “ LE REGIONI E I COMUNI PER LA VITA. CONSULTORI FAMILIARI E DINTORNI “

- LUCA MARCONI, CONSIGLIERE REGIONALE MARCHE - ALBERTO ZELGHER, CONSIGLIERE COM. A VERONA - FRANCA FRANZETTI ( ASS. PAPA GIOVANNI XXIII )

- ANGELA FABBRI (PRES. CASA DI ACC. DI FORLI’)
- PINO MORANDINI, EX CONSIGLIERE REGIONALE TRENTINO-ALTO ADIGE

ORE 18 “ UNO DI NOI, UN IMPEGNO CHE CONTINUA “ CARLO CASINI, PRES. MPV ITALIANO

GIANLUIGI GIGLI, DEPUTATO UN MEDICO GINECOLOGO

MERCOLEDI 27 AGOSTO 2014
MATTINO : PRESENTAZIONE SERVIZI DEL MOVIMENTO PER LA VITA. SOS VITA POMERIGGIO : ORE 16 E 30 “FECONDAZIONE ARTIFICIALE : DIRITTO AL FIGLIO ? “

M. GRAZIA SESTINI, GARANTE INFANZIA ED ADOLESCENZA REGIONE TOSCANA



ORE 18


CARMEN BENAVIDES, AVVOCATO TESTIMONIANZE

“FAMIGLIA E SCUOLA DI FRONTE ALLA VITA E ALLE ODIERNE SFIDE CULTURALI”

- ANTONELLA DIEGOLI, INSEGNANTE -DOTT. REMO CAVICCHINI, DIRIGENTE



GIOVEDI 28 AGOSTO 2014

MATTINO : PRESENTAZIONE SERVIZI DEL MOVIMENTO PER LA VITA .
“ I CAV E LA LORO MISSIONE”, GUIDO DE CANDIA, DIRIGENTE

VOLONTARI DEL CAV DI PESARO POMERIGGIO : ORE 16, CAFFE’ LETTERARIO

PRESENTAZIONE PUBBLICAZIONI PRO- LIFE “ VITE SALVATE” di GIANNI MUSSINI

ORE 17 e 30: “ IL CONCEPITO, QUESTO SCONOSCIUTO, SOGGETTIVITA’ SCIENTIFICA, GIURIDICA,CULTURALE “



ORE 18 E 30 :


UN GINECOLOGO
FRANCO VITALE, AVVOCATO DIEGO CREMONA, AVVOCATO

I VOLONTARI ALLO STAND, TESTIMONIANZE



VENERDI 29 AGOSTO
MATTINO: PRESENTAZIONE SERVIZI DEL MOVIMENTO PER LA VITA. IL PROGETTO GEMMA POMERIGGIO: ORE 15 “ LA COSCIENZA PUO’ ANCORA OBIETTARE ? “

PIETRO URODA, PRES. FARMACISTI CATTOLICI ITALIANI ANDREA NATALE, GINECOLOGO OSPEDALIERO

ORE 16 “ LA GENERAZIONE DI “UNO DI NOI”, TAVOLA ROTONDA CON I GIOVANI DEL MPV

ORE 17 “ LE BUONE RAGIONI DELLA DIFFERENZA SESSUALE “ ALESSANDRO MELUZZI, PSICHIATRA E PSICOTERAPEUTA

breve storia di un viaggio intenso



Pubblichiamo un articolo di una partecipante del Molise al XXI Quarenghi di quest'anno, svoltosi a  Scalea (Calabria) dal 27 luglio al 3 agosto. 

Sto lasciando una terra fantastica, la Calabria, con la sua splendida Scalea, lo sfondo perfetto per una di quelle manifestazioni in grado di lasciare un segno nel cuore di tutti; ma è stato il seminario “Quarenghi” con i suoi giovani (e non) il vero protagonista di queste giornate, un’esperienza unica che è riuscita ad aggiungere a quest’estate una luce inaspettata. 

Una settimana fa partivo con una valigia stracolma, ebbene oggi torno a casa non solo con la valigia più piena di prima, ma con un bagaglio in più, anche lui pieno zeppo, ma non di vestiti o souvenir, un bagaglio sul quale non devi sederti per riuscirlo a chiudere, un bagaglio immenso che riesce a contenere tutto… ogni singolo sorriso, regalato o ricevuto, ogni emozione, ogni nuova amicizia, ogni giornata passata insieme. 

Ecco. il “Quarenghi” mi lascia questo fantastico tesoro da custodire nel mio cuore, ricordi ed esperienze da cui attingere in momenti in cui le certezze vengono meno e il mondo fa finta di dimenticarti. Con l’aiuto di persone speciali sono riuscita a rispolverare vecchi pensieri, formarne di nuovi e rendere più salde convinzioni troppo strane per questo mondo che non smette di correre la sua folle corsa. 

Ho capito quanto sia importante proteggere un sogno, l’immenso coraggio che il verbo “Amare” racchiude, la bellezza nascosta dell’ “Ascoltare” ed il diritto che ha «una goccia di vita scappata dal nulla di rotolarsi vittoriosa nel Sole». 
Tra conferenze, testimonianze, giochi, gruppi di lavoro e giornate passate insieme, il tempo è volato!! Tanti i temi affrontati, piccole finestre che ci permettono di intravvedere uno spiraglio di luce ai giorni nostri. 

Mi sento viva e pronta per affrontare con il sorriso la vita che mi aspetta. 

GRAZIE!! 

Ilenia Ciccotelli



Nulla è come sembra


Una riflessione, all'indomani della morte di Robin Williams, da un suo fan sfegatato


Diceva alcuni anni fa Daniele Luttazzi: « I comici sono di due tipi. I comici tristi, e i comici allegri. I comici allegri alla fine si suicidano».
Ieri è morto, suicida, l'ultimo attore al mondo che avrei creduto, e voluto, che si uccidesse.
Robin Williams.

Non credo che tutti sappiano fino in fondo chi è questo grande attore comico, un talento naturale che ci lascia prematuramente, e per sua volontà.
Per me è stato quello che da bambino consideravo senza dubbio il mio attore preferito.
Divertente in ogni sua espressione, trascinante anche nei ruoli drammatici.
Dava l'impressione, concreta e reale, che nella vita potesse esserci leggerezza, ironia, brio.
Sarà stato il suo sorriso contagioso, che gli aveva lasciato due rughette sotto agli occhi per il troppo ridere. Saranno stati i suoi tempi comici da manuale, le sue mille voci.

Non avevo dubbi: era lui il mio preferito. Rabbrividivo all'idea che, essendo molto più vecchio di me, sarebbe probabilmente morto prima di me e io avrei vissuto il giorno della sua morte.
Ieri.

Ma si cresce, e altri lasciano il segno nella tua vita. A volte un piccolo segno.
Una frase, detta da un uomo neanche troppo simpatico e stimabile, ma incredibilmente vera.
Nulla è come sembra.

E mi accorgo che è assolutamente vero. Ieri ne abbiamo avuto la dimostrazione.
Quell'uomo tutto battute e voli di fantasia in realtà era forse solo una maschera teatrale. Dietro alla quale si nascondeva un uomo depresso. Nonostante la fama, il successo, la grandezza, una bellissima famiglia. Mai credere alle apparenze. Occorre  guardare il prossimo con intelligenza, cioè volendo "leggere dentro". Forse avremmo scorto in Robin una tristezza nera, incrollabile. Da cui traeva però energia per le sue battute fulminanti.

Nulla è come sembra: dietro all'allegria, la tristezza. Dietro al coraggio, la paura. Dietro al genio, la follia.

Ma è vero anche il contrario.
Che possiamo dei nostri difetti far gradino, per arrivare al suo contrario. Nella paura, farci coraggio. Nella tristezza, trovare allegria.
Come i film di Williams mi hanno insegnato.

E per citare uno dei suoi film: le tue avventure sono finite? No, vivere! Vivere può essere la più grande avventura.
L'avventura di Robin, questo uomo spassoso e generoso, è finita ieri per sua volontà, e io non mi do pace.
La nostra avventura però va avanti. Anche se sembra a volte una tortura, dobbiamo ricordarci: nulla è come sembra.

V per Vita

Comunicato stampa n. 7 dell’1 Agosto 2014



Gran finale, quest’oggi, per il Life Happening “Vittoria Quarenghi” a cura del Movimento per la Vita Giovani in corso a Scalea, presso il Centro Congressi del Santa Caterina Village di Scalea. Il ciclo

Comunicato stampa n. 6 dell’1 Agosto 2014



Oggi, venerdì 1 agosto, il Life Happening “V. Quarenghi” in corso a Scalea, presso il Centro Congressi del Santa Caterina Village di Scalea, è continuato con un doppio, importante appuntamento che ha nuovamente suscitato parecchio entusiasmo

Comunicato stampa n. 5 del 31 Luglio 2014


Nel corso della giornata di oggi, i giovani partecipanti al Life Happening “V. Quarenghi” in corso a Scalea, presso il Centro Congressi del Santa Caterina Village di Scalea, hanno
 
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