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Comunicato stampa n. 4 del 30 Luglio 2014


Tre incontri uno dopo l’altro ed uno più stimolante dell’altro. La giornata di oggi del Life Happening “V. Quarenghi” in corso a Scalea, presso il Centro Congressi del Santa Caterina Village di Scalea, è stata

Comunicato stampa n. 3 del 29 Luglio 2014


Trascinante, emozionante e molto seguita è stata la relazione tenuta stamattina dal dottor Giuseppe Anzani, magistrato ed editorialista di Avvenire,  nel corso di quella che è la seconda giornata del Life Happening “V. Quarenghi” in corso a Scalea

Comunicato stampa n. 2 del 28 Luglio 2014



Ha preso avvio con entusiasmo e partecipazione la prima giornata del XXXI del Life Happening “V. Quarenghi”, intitolato “Per amare ed essere amato”. In seguito alla conferenza stampa di presentazione tenutasi al mattino

Presentazione del Life Happening “V. Quarenghi”: lunedì 28 luglio ore 10.00



UFFICIO STAMPA

Comunicato stampa n. 1 del 24 Luglio 2014

Giovani prolife a Scalea per il XXXI Life Happening “V. Quarenghi”


Per amare ed essere amato”. Avrà questo titolo l’edizione XXXI del Life Happening “V. Quarenghi”, il seminario estivo del Movimento per la Vita Giovani che si svolgerà a Scalea dal 28 luglio al 2 agosto e che verrà presentato ufficialmente lunedì 28 luglio alle ore 10.00 presso il Centro Congressi del Santa Caterina Village di Scalea.
Un modo divertente per

Sentinelle in difesa della famiglia.

Venerdì 27 giugno, ore 21, Piazza San Silvestro per la seconda veglia romana delle Sentinelle in Piedi.

Di nuovo in piedi, per un’ora, leggendo un libro per difendere la libertà di pensiero e di espressione e tutelare la famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna, minacciate dal ddl Scalfarotto e dal testo sulle unioni civili, in discussione al Senato, che introduce un regime simile al matrimonio fra persone dello stesso sesso.

In particolare il ddl Scalfarotto è ideologico perchè non definisce cosa debba intendersi per omofobia e transfobia, lasciando così al giudice il più ampio arbitrio sul punto. E perché già oggi il Codice penale offre adeguate tutele, prevedendo anche aggravanti, per fenomeni di intolleranza a sfondo sessuale.

Il ddl Scalfarotto dopo l’approvazione alla Camera è ancora fermo in Commissione Giustizia del Senato, rallentato forse, tra le altre cose, anche dalla rapida diffusione delle Sentinelle, realtà che in poco tempo è riuscita a organizzare decine di veglie in tutta Italia, con il coinvolgimento di migliaia di cittadini.

Dopo aver riempito con 400 persone piazza del Pantheon, le Sentinelle in Piedi di Roma veglieranno pacificamente – con l’auspicio che non ci siano disturbi e provocazioni da esponenti di associazioni LGBT, come invece successo a Lecce, Siena e Modena – per far sentire, in silenzio, la loro voce, consapevoli che questo è il modo migliore per stimolare la riflessione su importanti tematiche e contrastare pericolose derive ideologiche.

(Comunicato Stampa delle Sentinelle in piedi - Roma)

Ma il figlio non è un diritto.


«Diventare genitori e formare una famiglia che abbia dei figli» è «espressione della fondamentale e
generale libertà di autodeterminarsi». Il nucleo essenziale delle motivazioni con le quali la Corte Costituzionale, lo scorso 9 aprile, ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa in Italia, previsto dall’articolo 4 comma 3 Legge 40/2004, è in queste parole.

 Che però – al di là dell’entusiasmo con cui sono state accolte da alcuni – sollevano un dubbio a dir poco inquietante, e cioè quello per cui, da soggetto quale è, il figlio possa essere considerato oggetto. Il dubbio, insomma, che esista, sia pure limitato a talune coppie, una sorta di “diritto al figlio”.

Per la verità già l’ammissione, da parte del nostro ordinamento, al ricorso della pratica della fecondazione extracorporea, purtroppo, alimentava questo sospetto. Un sospetto che non solo la Consulta oggi conferma pienamente, ma persino aggrava stabilendo come «la determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile» riguardi «la sfera più intima ed intangibile della persona umana». Il che significa che da un lato il “diritto al figlio” – sia pure contrabbandato come cura della sterilità – esiste, e, d’altro lato, detto diritto prevale, oltre che sul diritto del figlio a non essere considerato oggetto, anche su quello, sempre del figlio, alla bigenitorialità biologica.

Va detto che le palesi contraddizioni della Legge 40 hanno certamente favorito un verdetto del genere – basti dire che la norma, che pure vietava la fecondazione eterologa, all’articolo 9 riconosceva il titolo di figlio legittimo a quello concepito all’estero con questa stessa tecnica -; rimane tuttavia il fatto che il ragionamento articolato dalla Corte Costituzionale, a quanto pare, si basa sull’ipotesi che il figlio, almeno prima della nascita, non sia persona. Perché se così non fosse, se fosse considerato persona, evidentemente non potrebbe – al pari di ogni altra persona – essere oggetto di alcun genere di rivendicazione o richiesta altrui. Neppure di quelle dei propri aspiranti genitori.

Invece ora “tutti hanno il diritto di avere figli”, come titolavano ieri più portali web. Solo che il “diritto al figlio” – confermato nei termini che abbiamo detto – è un assurdo logico prima che giuridico. Stabilire infatti che le coppie sterili abbiano diritto di vedere soddisfatte le proprie aspirazioni pena l’essere discriminate da quelle con figli equivale ad affermare che il cittadino single abbia “diritto al marito” o “diritto alla moglie”, altrimenti avrebbe titolo per sentirsi discriminato rispetto al cittadino felicemente sposato: un’evidente follia. Eppure non si capisce per quale ragione, seda un lato non esistono il “diritto al marito” o “diritto alla moglie”, dall’altro debba de facto esistere il “diritto al figlio”, dato che il potenziale figlio è persona tanto quanto il potenziale consorte.

C’è infine un ultimo profilo problematico, finora sfuggito ai media e a coloro che hanno commentato le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale. Ed è questo: se – sia pure col pretesto del diritto alla salute e della conseguente cura della sterilità che però, per la cronaca, con la fecondazione extracorporea (neppure eterologa) non viene curata – riconosciamo alla coppia il “diritto al figlio”, per quale ragione limitiamo la scelta dell’aborto alla sola autodeterminazione della donna? La contraddizione – già notata da Marie Fox (A Woman’s Right to Choose?, Oxford 2003) – è lampante: si attribuisce alla coppia il diritto di concepire il figlio, ma si limita alla donna la scelta di non accoglierlo prima della nascita. E se il padre volesse ancora quel figlio, il suo “diritto al figlio” non vale più?

In definitiva l’impressione è che, a seconda delle situazioni, si privilegino i più vari interessi – quelli della coppia, quelli della coppia sterile, quelli della donna che non se la sente di portare a termine una gravidanza, ecc. – salvo quello di colui che rimane il soggetto debole. Vale a dire, per l’appunto, il figlio. E questa, comunque la si pensi sul divieto – ora abrogato – del ricorso alla fecondazione eterologa e sulla fecondazione stessa, rappresenta una bruciante sconfitta per una giustizia sempre più dissociata da un diritto che, dispiace segnalarlo, pare ormai appiattito sulla realtà che dovrebbe regolamentare. Come se non fossero le leggi, in una qualche misura, a definire la giustizia che orienta la società ma fosse questa, con le sue mutevoli istanze e i suoi capricci, ad orientare le leggi e la giustizia.

Giuliano Guzzo - Leggi il blog.

Termoli. Premiazione Regionale del Concorso Europeo.

TERMOLI. Si terrà domani, venerdì 30 maggio 2014, presso il Cinema “Sant’Antonio” di Termoli la premiazione del XVI Concorso scolastico europeo organizzato dal Movimento Per La Vita. I ragazzi vincitori si recheranno per quattro giorni, nella città francese di Strasburgo, potendo, così, vedere dal vivo il funzionamento di una delle maggiori istituzioni continentali, quale il Parlamento Europeo.


Nell’occasione, comunque, i ragazzi non si limiteranno ad una semplice visita, in quanto, il viaggio-premio consisterà nella presentazione ai parlamentari di un disegno di legge riguardante il rapporto tra l’Unione Europea e l’istituzione del Matrimonio, ma solo dopo che il suddetto testo verrà discusso e votato, nella sala del consesso europeo, insieme a tutti i vincitori provenienti dalle altre regioni italiane.

Altro momento toccante e di grande esperienza mistica sarà la partecipazione alla Santa Messa, presso la monumentale e famosa Cattedrale della città francese, officiata da Mons. Dollman, il quale terrà viva l’attenzione dei partecipanti facendo delle accorte e efficaci valutazioni sul ruolo dell’Europa nella vita dei giovani soprattutto nel particolare momento che stiamo vivendo. Nei quattro giorni l’europarlamentare, nonché Presidente del Movimento per la Vita Italiano, l’on. Carlo Casini, sarà sempre vicino ai ragazzi i quali potranno, così, ottenere chiarimenti sull’istituzione ed il rapporto che il Parlamento Europeo ha con l’Italia.

I vincitori molisani, dopo una difficile selezione da parte della commissione del concorso presieduta dalla prof.ssa Rita Colecchia, vista l’elevata qualità dei lavori pervenuti, sono: Alessia Giuliani Ist. Alberghiero “Federico di Svevia” Termoli; Giorgia Occhionero Ist. Tec. “Boccardi” Termoli; Federica Vernacchia Liceo Scientifico Termoli; Denice Lancellotta Ist Magistrale “Cuoco” Isernia; Francesca Notaro Liceo Scientifico “Majorana” Isernia; Maria Adele Fattore Ist Tec “Fermi” Isernia; Maria Vittoria Venditti Liceo Classico “Fascitelli” Isernia; Alessio Giordano Istituto Omnicomprensivo “D.Pace” Guglionesi; Michelangelo Romagnuolo Ist. Omnicomprensivo Casacalenda.

La premiazione vedrà la presenza del Responsabile Nazionale dei Giovani del Movimento, Leo Pergamo.

Bocciatura Uno di Noi: l'autogol europeo.


Una stroncatura feroce... La comunicazione della Commissione Europea che di fatto ferma l’iter della prima Iniziativa dei Cittadini Europei è un complicato mix velenoso. 


La Commissione europea da una parte finge di non vedere la pressante richiesta per la tutela del diritto alla vita, giunta da oltre due milioni di cittadini, dall’altra finge di assolvere a tale richiesta col mantra dei diritti riproduttivi, perorato da poche potenti lobbies. L'iniziativa in difesa del concepito aveva sfiorato i due milioni di adesioni , per la presentazione basta un milione di firme, superando le altre due proposte avanzate alla Commissione. Con questo risultato tanto immediato i cittadini europei hanno rimesso al centro dell’agenda politica dell'Unione la difesa della vita umana.

Una stroncatura miope... perché giunge proprio in un momento di forte disaffezione dei cittadini e degli elettori nei confronti delle istituzioni europee. Così questa Commissione conferma la sua indifferenza agli elettori europei sempre più sedotti dai fronti antieuropeisti. E proprio lo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini, prevista dal Trattato di Lisbona per riallacciare il filo democratico tra cittadini e governo dell’UE, viene licenziata in meno di quaranta pagine.

Iniziativa europea Uno di Noi,
un momento della raccolta firme.
Per Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano, la Commissione conferma “quel deficit di democrazia che rappresenta il problema più grave che affligge la Ue e che pone a rischio il futuro del grande sogno europeo. [...] Hanno ignorato una volontà popolare diffusa che avrebbe meritato ben altra attenzione ed almeno un serio dibattito nelle aule dell'Europarlamento che fino a prova contraria è l'unica istituzione eletta dal popolo”. L’on. Casini commenta anche la tempistica, tutto è avvenuto “nel modo più subdolo aspettando il vuoto di potere democratico con il Parlamento sciolto e non ancora ricostituito e dribblando le elezioni che avrebbero potuto essere segnate dalla giusta indignazione popolare. Ma quei burocrati e le lobby che li sostengono non si illudano di aver messo definitivamente in cantina la questione”.

“Grave tradimento della volontà popolare” è il commento dell’Associazione Scienza & Vita, altrettanto indignato il coro di risposte delle tante associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa in tutta l’Europa. Mentre si studiano i prossimi passi, ancora una volta il percorso della difesa della vita si presenta come un cammino in salita... Ma i prolife sono pronti anche per questa nuova sfida!

Giovani prolife.

"Non sei sola" al CAV di Firenze...



Si inaugurerà il lunedì 26 Maggio la mostra “Non sei sola”, organizzata dal Movit di Firenze con il contributo del DSU Toscana. Le foto, realizzate da due giovani volontarie del CAV di Pontedera, Eleonora Signorini e Stefania Geri, è centrata sul tema dell’accoglienza della maternità, anche in situazioni di difficoltà. L’intento è far conoscere alle madri che vivono una gravidanza difficile, ma anche alla realtà sociale fiorentina in genere, i servizi che i CAV e MPV offrono come alternativa concreta alla tentazione facile ma estremamente dolorosa dell’aborto.

La mostra sarà allestita nei locali della Residenza Universitaria Calamandrei, in Viale Morgagni 51 a Firenze, dal 26 Maggio al 26 Giugno con ingresso gratuito.

Gli scatti presenti in mostra saranno spiegati in occasione dell’inaugurazione, con gli interventi di Giovanni Gori dottore in scienze politiche e Presidente del Movit Firenze Siena, del Prof. Leonardo Bianchi, che parlerà sulla legge regionale “Mamma segreta” e dell Prof. Passaleva, docente emerito di medicina dell'Università di Firenze, già Vice Presidente della Giunta Regionale della Toscana e cofondatore del CAV fiorentino, che illustrerà i servizi che offrono i Centri di Aiuto alla Vita.

L’appuntamento è per lunedì alle ore 18 in Viale Morgagni per l’inaugurazione della mostra.

GS


 
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